Manifesto (0.99)

Uno spettro si aggira per il cyberspazio: lo spettro della cittadinanza digitale. Tutte le potenze delle vecchie burocrazie si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro. È ormai tempo che i cittadini digitali espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro della cittadinanza digitale un manifesto del movimento stesso.

L’uso sempre più esteso e pervasivo delle tecnologie dell’informazione da parte di enti pubblici, aziende e privati riconfigura la sfera dei diritti e dei doveri comunemente riconosciuta come “cittadinanza” e introduce un nuovo insieme di diritti e di doveri definita ”cittadinanza digitale”, che ovviamente non sostituisce ma integra quella tradizionale.

Le scelte che ciascuno di noi effettua quando utilizza le tecnologie dell’informazione dovrebbero essere scelte consapevoli, perché queste scelte hanno un signficativo impatto sui diritti e i doveri di ciascuno di noi, di ciascun ”cittadino digitale”.

Purtroppo però non è così: moltissimi “cittadini digitali” subiscono inconsapevolmente scelte che altri fanno per loro, di fatto limitando la loro libertà.

L’incudine e il martello attentatori della libertà sono principalmente: da una parte il cambiamento tecnologico sempre più rapido e sempre più difficile da seguire, dall’altra la tendenza a delegare la propria cittadinanza digitale abdicando ai propri diritti e doveri in favore di una illusoria – seppur rassicurante – speranza che altri scelgano per noi ciò che è più giusto.

Noi riteniamo che ciascun cittadino digitale debba avere consapevolezza e strumenti tecnici, culturali e legali per poter sindacare la tecnologia dell’informazione e l’uso che ne viene fatto, partecipando in modo pieno ed attivo alla formazione della “società digitale”. Questo significa per esempio conoscere e sindacare come viene trattata l’informazione che lo riguarda (privacy), come vengono trattati e comunicati i fatti che avvengono nel mondo (notizie, informazione), come vengono trattati ed archiviati i dati e i documenti delle istituzioni pubbliche (formati).

Rifiutare aprioristicamente la tecnologia dell’informazione o affrontarla senza spirito critico significa abdicare al proprio diritto di cittadinanza digitale e nello stesso tempo mettere a rischio il diritto di cittadinanza digitale di ciascuno di noi.

Permetteteci una metafora… Totò in un celebre film (Miseria e nobiltà) scriveva lettere per gli analfabeti. Un analfabeta non può sindacare sul contenuto di una lettera e si deve fidare, non può farne a meno: non sa né leggere né scrivere.

A voi piacerebbe fare la parte dell’analfabeta? O preferireste stare dalla parte di Totò? O ancora vorreste che non ci fosse bisogno di un Totò? Sono domande retoriche, lo sappiamo.

Oggi la tecnologia ci vuole rendere analfabeti de lege impedendoci (quandanche ne fossimo capaci, cioè NON analfabeti de facto) il controllo dell’informazione “scritta sulla lettera“.

Esiste però una filosofia, quella del Software Libero, che vuole rendere il cittadino – utente di una qualsivoglia tecnologia – protagonista del progresso tecnologico, invogliandolo e dandogli i mezzi per rendere pressochè inutile il ruolo dei Totò-scrivani. I principi della filosofia del Software Libero (http://it.wikipedia.org/wiki/Software_libero) – ovvero libertà di usare, studiare, modificare e distribuire – devono essere utilizzati come metro di giudizio ed applicati a tutta la tecnologia dell’informazione per poter garantire a ciascuno la possibilità di esercitare liberamente la propria “cittadinanza digitale”.

In questo blog pubblicheremo articoli che esamineranno con questa lente critica fatti, notizie e argomenti di discussione pubblica e privata legati in primo luogo alle tecnologie dell’informazione, cercando di darne sì una visione divulgativa ma soprattutto di farne risaltare le implicazioni “civiche” e gli effetti sul nostro insieme dei diritti e doveri di cittadini.

I nostri strumenti saranno: tante metafore, la Costituzione (e altri scritti significativi come ad esempio la “Dichiarazione universale dei diritti umani”), precisi riferimenti bibliografici, il metodo scientifico, molto spirito critico e la vostra partecipazione!

Best viewed by a critical mind 🙂

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