e-ducation

Da qualche tempo va molto di moda appiccicare il suffisso “e-” a una parola inglese per definire nuovi e accattivanti modelli di vecchi concetti: e-leaning, e-government, e-book… email. L’oggetto non cambia ma quando è in forma digitale e/o viene trasmesso e distribuito attraverso Internet viene presentato come importante innovazione tecnologica che in sé risolve tutti i problemi inerenti quella materia, oltre che come innovazione della quale non possiamo fare a meno anche se non abbiamo capito bene che differenza c’è tra “government” e “e-government” (o forse non possiamo farne a meno proprio perché non abbiamo capito la differenza?)

Ho voglia di giocare anche io con le parole e ne invento una a mia volta: e-ducation.

Come per le comunicazioni di tipo “tradizionale” anche nelle trasmissioni che avvengono usando mezzi informatici esistono due livelli di formalizzazione: il primo livello riguarda il contenuto, la grammatica e l’analisi logica del messaggio; il secondo riguarda il contenitore, il protocollo e la “confezione” usata, che spesso nel caso nelle comunicazioni digitali è “mischiata” col contenuto.

Non voglio qui discutere delle regole che riguardano il contenuto perché esulano dallo scopo di questo articolo, vorrei qui ragionare in merito a come si confeziona – più probabilmente come non si confeziona – la comunicazione digitale.

Quando intratteniamo una conversazione tête-à-tête o telefonica usiamo – quasi sempre senza farci nemmeno caso – una forma, un protocollo, che dipendono dal contesto in cui la conversazione ha luogo: una telefonata di lavoro per concordare alcuni aspetti di un progetto segue un protocollo diverso da quelle che usiamo quando facciamo una telefonata galante; analogamente quando spediamo una lettera.

Anche nel caso delle comunicazioni digitali come le email o i messaggi inviati ai forum esistono delle convenzioni ormai consolidate: mi capita spesso di riscontrare ignoranza, indifferenza  o addirittura insofferenza verso le regole di Netiquette.

Se inviamo una email senza oggetto, per esempio, manchiamo di rispetto al destinatario perché non potrà conoscerne lo scopo finché non apre il messaggio: molti  utenti che utilizzano le email per lavoro ricevono decine se non centinaia di email e l’oggetto è importante per definire una priorità con la quale leggerle; altri utenti ancora usano programmi – anche sui telefoni cellulari – che elencano l’oggetto e il mittente di tutte le email ricevute non ancora lette.

Ecco altri esempi di comportamenti scorretti e motivi per i quali bisognerebbe evitarli:

  • inviare messaggi stile newsletter a un elenco di utenti con il campo carbon copy (Cc:) pieno zeppo di indirizzi di utenti, rivelando così gli indirizzi email a tutti i destinatari: meglio usare la copia nascosta in questi casi
  • rispondere a una email in testa o in coda senza cancellare le parti del messaggio originale che non hanno più attinenza con la risposta, costringendo chi legge la risposta e mettere in relazione le frasi tra parti di testo molto lontane tra loro: rispondere inline – cioè subito dopo la parte di testo alla quale si sta rispondendo – costa poco e rende molto più rapida ed efficace la conversazione
  • SCRIVERE IN MAIUSCOLO nei testi equivale a gridare, se è necessario evidenziare una parola meglio racchiuderla tra ‘*’ (voglio *evidenziare*)
  • rispondere a raffica su una mailing list con frasi brevi e di scarso apporto alla discussione (per usare un eufemismo) è piuttosto seccante per tutti gli altri iscritti, non è una chat

Tutti noi siamo liberi di trasgredire le regole e decidere di essere maleducati, a volte ci può anche stare, ma affinché sia efficace anche questo comportamento deve essere consapevole, non deve essere un errore: siate e-ducati anche quando trasgredite.

Se non lo avete ancora fatto vi invito a leggere la Netiquette, vedrete che non ve ne pentirete.

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Informazioni su Giovanni Biscuolo

a critical mind free software advocate (et al), hacking every form of human knowledge. desperately trying to fight against it's own ignorance
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2 risposte a e-ducation

  1. atrent ha detto:

    Sul contenuto…

    Ricevo spesso mail dagli studenti che non danno un contesto al messsaggio, tipo: “quand’è l’esame?” (senza subject e magari da una mail non universitaria). Quale esame, che corso (mai pensato che potrei insegnare più materie!?), che mese?

    Due consigli banali:

    – fatevi le autodomande “da giornalista”, cioè se avete fornito le info su *dove*, *come*, *quando*, *perché*, *chi*, *cosa*, *quanto*, etc. (lista ampliabile, non tutte le voci sono sempre applicabili)

    – leggete http://www.catb.org/~esr/faqs/smart-questions.html anche se è in inglese è un buon punto di partenza 🙂

  2. Pingback: Spot yourself | TecnoCivismo @ criticalminds.eu

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