Software a contratto.

Contrariamente a quanto avviene a chi firma un contratto di assicurazione o di fornitura di servizi, raramente chi utilizza per la prima volta software proprietario si rende conto che sta sottoscrivendo un contratto: non si tratta di dichiarare esplicitamente di “accettare le regole” dettate dalle leggi sul diritto d’autore – le leggi devono essere accettate comunque – ma di accettare un vero e proprio contratto che regola come usare il software… o meglio come non si può usare il software.

Nella quasi totalità dei casi la sottoscrizione del contratto avviene semplicemente premendo il bottone “Accetto i termini della licenza” durante le fasi di installazione o rompendo un sigillo del CD o DVD di installazione del software. Apporre una firma in calce ad un foglio da una consapevolezza ben diversa rispetto a premere un pulsante o aprire una custodia, forse per questo non ci si rende conto che per usare il software proprietario occorre accettare un vero e proprio contratto.

Questa differente consapevolezza deriva anche dai termini utilizzati per definire il contratto: “accordo di licenza con l’utente finale” anziché “contratto di utilizzo del software”. Il vocabolario “lo Zingarelli” edizione 1996 alla voce “licenza” indica 8 significati del termine e nessuno si riferisce a contratto. Nella versione italiana di Wikipedia licenza ha oggi ben sei articoli differenti. Contratto è un termine decisamente meno ambiguo e non c’è bisogno di consultare “lo Zingarelli”, Wikipedia o il proprio legale per comprenderne il significato e le conseguenze.

«Sì vabbè ma quale sarebbe il problema?»: proprio nessun problema… ma secondo me sarebbe il caso di sapere quali restrizioni all’utilizzo accettate e quale consenso in merito alla privacy esprimete quando accettate il contratto.

La maggior parte delle restrizioni  sono quelle rese possibili dall’applicazione dei diritti esclusivi dell’autore – o meglio al titolare dei diritti – che riguardano lo sfruttamento economico: divieto di distribuire copie del software, divieto di effettuare copie se non ai fini di backup del software e altri divieti analoghi.

Ci sono però altre restrizioni che nulla hanno a che fare con il diritto d’autore, ecco alcuni esempi delle condizioni che sottoscrivete quando accettate una licenza di software proprietario.

La licenza di Mac OSX impedisce agli utenti di installare il software su un computer che non sia marcato Apple, alla faccia della libertà di usare Mac OSX sul computer che decido io.

La licenza di Microsoft SQL Server (cercatela voi) impedisce la pubblicazione dei test di prestazione (benchmark) del software se non autorizzati preventivamente da Microsoft stessa, alla faccia della libertà di studiare il software e condividere i risultati tra utenti e nella comunità scientifica.

In merito alla privacy la licenza di Microsoft Windows 7 (vale anche per versioni precedenti) include il consenso alla trasmissione di una serie di dati – ci vogliono tre pagine per elencarli – relativi al vostro computer, questo comprende le informazioni sui siti che visitate con Microsoft Internet Explorer. L’utilizzo di questi dati è spiegato in una corposa informativa sulla privacy.

Ogni licenza ha il suo insieme di restrizioni e solo leggendola si possono conoscere.

«Anche per utilizzare il software libero devo accettare una licenza?»: no. Non dovete accettare proprio nessuna licenza per poter utilizzare software libero. Per esempio la licenza GNU GPL all’articolo 9 “Acceptance Not Required for Having Copies.” recita:

Non è necessario accettare questa licenza per ricevere o eseguire una copia di questo programma

Altre licenze di software libero non scrivono esplicitamente una clausola come quella sopra ma l’utilizzo è sempre consentito a nessuna condizione.

In pratica con il software libero siete realmente liberi di utilizzare il programma per qualsiasi scopo senza dover chiedere il permesso a nessuno, ciò comprende: usare il software senza limiti di spazio o di tempo, studiare la performance del software e pubblicarne i risultati, installare il programma su qualsiasi macchina desideriate – compatibilmente con i requisiti hardware – e se ne siete capaci modificare il software e utilizzarlo.

Alcune condizioni  si applicano solo se distribuite software libero, ma questa è tutta un’altra storia.

Per usare software libero insomma non dovete sottoscrivere nessun contratto anche se dovete rispettarne la licenza; detto in altri termini: la licenza GNU GPL non è un contratto (e nemmeno le altre licenze di software libero).

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Informazioni su Giovanni Biscuolo

a critical mind free software advocate (et al), hacking every form of human knowledge. desperately trying to fight against it's own ignorance
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