Mangiare software… (seguito)

Bentornati!

I nostri 0.25 lettori (magari potessimo valere 1/100 di Alessandro Manzoni!) stanno smaltendo i pranzi e le cene delle feste, ma spero possano digerire anche il seguito della metafora mangereccia…

Sarò breve.

Volevo affinare il ragionamento sul Software Libero e sulla forza che ha nell’imporre (in senso buono) la totale trasparenza nel rapporto tra produttore (di software/cibo) e consumatore (utente).

Un vecchio adagio pro Software Libero vi dice che l’utente (di Software Libero) ha sempre la possibilità di analizzare/studiare il programma che  intende usare per controllare che faccia davvero ciò che il manuale e/o package afferma. E questo rimane comunque vero. Il problema è che se pensate da utenti (come è naturale fare) l’obiezione che vi salta in mente è: “già, ma io mica sono capace di analizzarlo!”. Cioè è poco probabile che ognuno di noi sia capace di analizzare tutto il software che usa sul proprio PC.

Vero.

Ma se provassimo a cambiare punto di vista?

Proviamo a ragionare da produttori di software solo per un momento. Immaginate di aver prodotto un buon programma, di averlo distribuito con licenza libera e di avere una discreta base di utenti, pensiamo ad esempio a Firefox (il noto browser: http://www.mozilla.com).

Ora provate a stimare, anche a occhio, la probabilità che tra il vostro, diciamo, milione di utenti NON ci sia neanche un curioso che vi sbircia il codice? Infinitesima, voi direte. E avreste ragione, infatti è veramente improbabile che NESSUN utente si metta a curiosare. Quindi qual è la probabilità che ALMENO un utente controlli il vostro codice? E’ (1-infinitesima). Cioè pressoché 1, cioè quasi certo.

Ora vi chiedo, come produttore rischiereste di mettere “ingredienti pericolosi” nel cibo che state vendendo, sapendo che è quasi certo che qualcuno controllerà?

Usando la metafora mangereccia: per gli alimenti veri c’è rischio di controlli da parte dei NAS (ma non è così elevato, di solito si muovono su denuncia), per il Software Libero invece “un NAS” è garantito, è… chiunque. Il Software Libero eleva a ente controllore chiunque voglia farlo e ne abbia i mezzi cognitivi.

L’unica debolezza del ragionamento è che questa quasi totale certezza generi “pigrizia”: la convinzione che il controllo lo farà qualcun altro. Un meccanismo simile al “Problema Altrui” (http://en.wikipedia.org/wiki/Somebody_Else’s_Problem).

Comunque resta una bella scommessa per il produttore, rischia troppo a mandare in giro prodotti controllabili in ogni momento e con dentro roba non troppo bella (violazioni privacy o botnet), specie su programmi di vasto uso.

Morale della storia: se usate Software Libero c’è sicuramente almeno un membro dei NAS vostro alleato là fuori…

Annunci

Informazioni su Andrea Trentini

http://atrent.it
Questa voce è stata pubblicata in Metafore. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Mangiare software… (seguito)

  1. Birubiru ha detto:

    valgo più di 1/4 🙂 almeno per la stazza 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...