“Lo cerco sull’iPhone…”

Frase sentita in un ristorante da due persone al tavolo accanto. Volevano andare al cinema e si stavano riferendo ai programmi degli spettacoli.

Invece di dire “lo cerco in Rete” o “lo cerco sul sitoXYZ” hanno usato la locuzione “lo cerco sull’iPhone”.

Dov’è la stortura? Perché mi arriva un brivido da unghie-sulla-lavagna nel sentire quel “lo cerco sull’iPhone”?

Perché è come se sentiste dire “lo chiedo al vetro” (parlando di uno sportello di un qualche ufficio) o “lo chiedo alla cornetta” (parlando di una ricerca ad esempio sulle pagine gialle tramite il call center) o ancora “guardo sulla carta inchiostrata” (parlando di un libro).

Potrebbe essere scambiata per una sineddoche (figura retorica che prevede l’uso della parte per il tutto), ma temo che non sia il caso… purtroppo.

Io interpreto questo “errore di bersaglio” come un segno della ignoranza (o voglia di NON approfondimento) dei meccanismi che stanno dietro alla Rete, ai motori di ricerca, ai siti web, etc.

(cfr. anche questo articolo di wired)

Dire “lo cerco sull’iPhone” (scrieeeeeek!) vuol dire NON domandarsi come fa l’iPhone a dare le risposte alle domande.

E l’iPhone non le ha le risposte alle vostre domande.

Buon Anno

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Informazioni su Andrea Trentini

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